Giovedì sera sarò in concerto in quel di Cuneo, dalle mie parti, insieme al mio amico E.z.r.a. Page e con lui condividerò un'altra volta il palco.
Il mondo va avanti e con lui anche i concerti. Non importa come si sente chi sta lì a cantare dietro il microfono. Che sia felice, che sia triste, che non gliene importi nulla.
La scaletta ormai è pronta, domani la proverò ancora un po'... non si sa mai.
Due o tre canzoni mi faranno salire il groppo in gola, ma non importa, lo spettacolo deve continuare, anche se chi è lì sotto non lo sa.
Ho dovuto abbreviare la scaletta per motivi di tempo, ma non importa, lo spettacolo deve durare quello che ti dicono quelli che stanno dietro il bancone, anche se chi sta seduto sotto il palco non lo sa.

I concerti sono sempre un bel momento, o almeno lo sono quando vengono bene e non hai altro per la testa.
Prima di cominciare non ne hai voglia e quando hai finito andresti avanti ancora per ore.
E niente è mai come te lo aspetti.
I suoni, il pubblico, la tua voce... ma questo è il bello.
Suonerò in un piccolo locale, il che mi piace; il pubblico è lì a due passi e lo senti. L'atmosfera è raccolta e l'aria è familiare, cordiale direi. Come essere tra amici.
Nella scaletta ho incluso una cover che ormai eseguo sempre ossia Creep dei Radiohead, chiaramente fatta acustica chitarra-voce, d'altronde io suono così. La parte di voce non è tra le più semplici, infatti c'è un punticino dove la parte di voce è alta e lì si rischia il tutto per tutto, se sei caldo bene, se no... sei spacciato.
Per l'occasione ho scritto un'introduzione al concerto proprio in questi giorni gioiosi in cui dovevo vomitare un po' di cattivi sentimenti. Non la posto per non deprimermi.
In compenso vi posto un altro testo che ho scritto tempo fa indirizzato a un ipotetico figlio che ancora non ho. Si intitola Welcome.
Mi sono espresso sia per immagini che per concetti chiari e tondi. Ogni cosa ha un suo significato (espresso in un inglese corretto fino a un certo punto).
Ora me ne vado a dormire. Domani sarà una lunga giornata.
I’m so sorry for what I’ve done
It’s a mess for you to be here
Where someone can taste the air
Between the daughter and the gun
Where genius live in barracks
Where stars are not desires
Welcome in the real world
That’s an hard work
It was my world
Now it’s your turn
Here the God is your father
And Mary is your mother
Where brothers kill their brothers
Where the holy is the money
When the ghost will be the colour
Keep the love (that) you can find
Here in my world
Unlucky son
A world of words
Now it’s your turn
Everyone is director
Everyone wears his mask
Here the pain is so real
And the death comes so fast
Everyone is an actor
Payin’ tickets for life
Welcome in the real world
Unlucky son
It was my world
Now it’s your turn
With few happy endin’ stories
Here 'grace' is a lie
We all got to live
And we’ve all got to die
Today heroes walk on your side
Without overwhelming powers
Here in my world
Unlucky son
Now it’s your turn
Make it your home