mercoledì 4 giugno 2008

"O" (Damien Rice)

Ok... Sarò sbrigativo. Sta arrivando il coinquilino e ho fame.
Peccato dover essere sbrigativo, ma mi sento colpevole verso la mia creatura e qualcosa devo pur scriverlo.
Domenica sera ho assistito al conterto di Mark Lanegan e Isobel Campbell... Eccezionale, ma ve ne parlerò un'altra volta.
Ora vi consiglio l'album della settimana. Ne ho già saltato uno e mi sento colpevolissimo.
L'album in questione è il delicatissimo O (di Otranto) di Damien Rice.
Non starò a dilungarmi, mi limiterò a dirvi che è stupendo. Ascoltatelo e fatemi sapere che cosa vi colpisce di questo cantautore.



Personalmente trovo notevole la dinamica che riesce a dare ai pezzi nonostante la loro semplicità. tutto frutto di voce e chitarra, utilizzate in modo (per me) impeccabile, dal forte al piano con una poesia naturalissima che viene dalle dita e dalle corde vocali. A volte beata e a volte quasi piangente.
Buon Ascolto.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Io adoro Damien Rice!!!! l'ho scoperto da poco grazie a Sempreinspiaggia (little mary street), ma ho già consumato "9" un'altro suo album. Di questo, trovo struggente "the blower's daughter"... in oltre, secondo me, Damien Rice, oltre alle dinamiche, come dici tu, ha anche uno splendido timbro di voce.

Devil-May-Care ha detto...

@cornflake girl: personalmente preferisco "O". Comunque sia, anche io adoro il suo timbro di voce. Ogni tanto mi vengono espressioni troppo tecniche per descrivere cose semplici... ^^ Vado a vedere il pelo nell'uovo.

SunOfYork ha detto...

sì piace anche a me, ma a piccole dosi. dopo il terzo brano, inizio a guardare la finestra e fare strani pensieri inerenti a voli e schianti

Sun

Silvano Bottaro ha detto...

Quoto
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